Rinnovabili in Italia 2025: a che punto siamo verso il 2030
Pubblicato il 28 settembre 2026 | Categoria: Normative Energetiche, Energie Rinnovabili, Transizione Energetica
Il dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati aggiornato ad agosto 2026, basato sui dati di monitoraggio PNIEC elaborati dal GSE, offre la fotografia più aggiornata disponibile sulla traiettoria italiana verso gli obiettivi 2030. Il quadro che ne emerge è netto: la quota di rinnovabili sui consumi energetici complessivi è salita al 20,5% nel 2025, ma il ritmo di crescita richiesto da qui al 2030 è quasi dieci volte superiore a quello degli ultimi cinque anni. In questo articolo analizzo i numeri settore per settore, cosa li sta muovendo (o frenando) e cosa significano concretamente per chi opera nel comparto energetico.
Il quadro 2025: la quota sale, ma il gap rispetto alla traiettoria PNIEC è già aperto
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 20,5% dei consumi finali complessivi italiani (elettrico + termico + trasporti, pari a 115,8 Mtep), in crescita dal 18,9%-19,5% registrato nel triennio 2022-2024. Il dato di per sé è positivo, ma va confrontato con la traiettoria intermedia che il PNIEC stesso fissava per lo stesso anno: 25,3%. Il ritardo rispetto al percorso pianificato è quindi di circa 4,8 punti percentuali, e non riguarda soltanto l’orizzonte 2030 — è già consuntivato nell’anno appena concluso.
L’obiettivo finale al 2030 è 39,4% (il target nazionale PNIEC, leggermente sopra il minimo vincolante RED del 38,7%). Per centrarlo servono circa 19 punti percentuali di crescita in cinque anni, contro i 2 punti guadagnati nel quinquennio 2020-2025. In termini di ritmo, significa passare da una crescita media storica di circa 0,4 punti/anno a una richiesta di circa 3,8 punti/anno: un salto di quasi un ordine di grandezza che nessuno strumento attualmente in campo, da solo, è in grado di garantire.
La distribuzione dei consumi rinnovabili tra i tre settori resta sbilanciata: 50% elettrico, 40% termico, meno del 10% trasporti — un mix che riflette la maturità molto diversa delle tecnologie e degli strumenti di incentivazione nei tre comparti.
Lettura tecnica per settore
| Settore | Quota 2025 | Obiettivo 2030 | Gap | Note tecniche |
|---|---|---|---|---|
| Elettrico | dossier: ~2/3 del percorso verso il target; Terna: 41-42% della domanda elettrica coperta (media gen-ott 2025) | mix elettrico in forte espansione | moderato | Ottobre 2025: 39% (in contrazione dal 41,2% di ottobre 2024, per minore producibilità idraulica ed eolica) |
| Termico (riscaldamento/raffrescamento) | poco oltre il 20% | 36% | ampio | Settore storicamente meno incentivato; leva principale: pompe di calore, teleriscaldamento da FER, biomasse |
| Trasporti | 9,8% (quota energetica) | 34,2% | molto ampio | Il più critico: richiede elettrificazione del parco, biocarburanti e idrogeno insieme |
Elettrico. È il settore più avanzato, ma i dati Terna mostrano anche una battuta d’arresto: nei primi dieci mesi del 2025 la copertura media della domanda da FER è stata del 42,4%, ma il singolo mese di ottobre ha segnato un calo al 39% (dal 41,2% di ottobre 2024), attribuibile a una minore producibilità idroelettrica ed eolica. È un promemoria che la crescita della quota elettrica non è lineare: dipende anche da variabili idrologiche e meteorologiche, oltre che da nuova capacità installata.
Termico. È il settore col gap più ampio in termini assoluti rispetto al target 2030 (36% contro poco oltre il 20% attuale), pur pesando per il 40% dei consumi rinnovabili complessivi. È l’area dove gli strumenti di incentivazione (Conto Termico, certificati bianchi, ecobonus per pompe di calore) restano relativamente più deboli rispetto al settore elettrico, ed è anche il comparto dove interventi di diagnosi energetica e efficientamento industriale possono generare i risparmi più immediati, spostando consumi da fonti fossili a elettrificazione diretta o teleriscaldamento da FER.
Trasporti. Il settore più indietro in assoluto. La quota energetica rinnovabile (9,8%) va tenuta distinta dalla composizione del parco veicoli: solo lo 0,9% delle auto circolanti è elettrico (362.224 su 41,8 milioni), mentre le nuove immatricolazioni 2025 segnano 6,2% BEV e 6,5% ibride plug-in (dati ACI/UNRAE) — un ritmo di rinnovo del parco che, mantenuto costante, richiederebbe più di un decennio per avvicinarsi agli obiettivi 2030. Segnali più incoraggianti arrivano dai vettori alternativi: il biometano nei trasporti ha raggiunto 342 ktep nel 2025, con una crescita di 8 volte dal 2019 (target 2030: 877 ktep nei trasporti + 3.186 ktep negli usi termici), mentre l’idrogeno rinnovabile ha registrato i primi consumi misurabili, dopo anni a quota sostanzialmente zero (target 2030: 707 ktep).
Cosa sta muovendo la traiettoria: capacità installata e strumenti in campo
Sul fronte della capacità, nel 2025 sono entrati in esercizio 7,4 GW di nuova potenza rinnovabile, in leggero calo rispetto ai 7,7 GW del 2024, portando il parco complessivo a 81,9 GW. La traiettoria PNIEC indica 131 GW al 2030: servirebbero quindi circa 10 GW/anno di nuove installazioni, a fronte di un ritmo attuale di 7-7,4 GW/anno — un deficit strutturale di circa 2,5-3 GW ogni anno che, cumulato, spiega buona parte del gap sulla quota energetica.
Due strumenti recenti vanno seguiti con attenzione perché incidono direttamente su questi numeri:
- Decreto FER X, in vigore dal 7 agosto 2026: mette a bando 37,15 GW di nuova capacità (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biogas) tramite aste competitive. È lo strumento più ambizioso del decennio, ma le regole operative delle aste non sono ancora state pubblicate, e il collo di bottiglia resta l’iter autorizzativo, spesso più lungo dei tempi di realizzazione degli impianti stessi.
- Programma MASE per l’idrogeno rinnovabile, attivo dal 10 agosto 2026: dotazione di 400 milioni di euro/anno, capacità incentivabile fino a 200.000 tonnellate/anno. È il primo strumento strutturale dedicato al vettore idrogeno, che nel 2025 partiva sostanzialmente da zero.
La capacità installata da sola, va detto, non si traduce automaticamente in punti percentuali di quota: contano anche il fattore di producibilità di ogni tecnologia, le ore equivalenti di funzionamento e la crescita parallela dei consumi energetici totali (il denominatore della quota). Un anno con molti GW connessi non garantisce quindi lo stesso incremento in punti percentuali se, ad esempio, i consumi complessivi crescono o se la nuova capacità è a bassa producibilità.
Nota metodologica
Un chiarimento tecnico utile per chi confronta questi dati con altre fonti: la quota del 20,5% è una stima gestionale GSE, non ancora il dato Eurostat validato con metodologia SHARES (che per l’Italia si attesta al 19,6% nel 2023, ultimo anno consolidato, con la media UE al 26,2% nel 2024). Il GSE stesso ha rivisto a novembre 2025 i dati di consumo termico 2021-2023: i numeri restano quindi soggetti ad aggiornamento nei prossimi mesi, ed è opportuno ricontrollarli sulla fonte primaria (Monitoraggio Nazionale FER del GSE) prima di utilizzarli in analisi di lungo periodo o in documentazione tecnica.
Cosa fare adesso
- Per le imprese energivore: valutare interventi di efficientamento nel settore termico, l’area con il gap più ampio verso il target 2030 e quindi con maggiore probabilità di ulteriori incentivi nei prossimi anni.
- Monitorare le regole operative delle aste FER X, attese nei prossimi mesi: definiranno i criteri di partecipazione e le tempistiche per chi ha progetti rinnovabili in fase di sviluppo.
- Considerare l’idrogeno rinnovabile come opzione di decarbonizzazione per i processi industriali ad alta intensità termica, alla luce del nuovo programma di sostegno MASE.
- Aggiornare le proprie stime di riferimento su base GSE-Monitoraggio Nazionale FER piuttosto che su sintesi giornalistiche, specialmente per documentazione tecnica o gare che richiedono dati certificati.
- Anticipare i tempi autorizzativi: con il collo di bottiglia degli iter di connessione e autorizzazione che resta il principale freno strutturale, i progetti con procedure già avviate hanno un vantaggio competitivo crescente.
Considerazioni finali
Il 2025 conferma un sistema energetico italiano in movimento ma non ancora alla velocità richiesta: l’accelerazione necessaria per il 2030 è quasi dieci volte il ritmo storico, e il gap non è più solo un problema di lungo periodo ma una realtà già misurabile nell’anno appena chiuso. Il settore elettrico resta il più maturo, pur con oscillazioni legate a fattori meteorologici; il termico è l’area con il margine di intervento più ampio; i trasporti restano il nodo strutturale più difficile da sciogliere, nonostante i primi segnali positivi su biometano e idrogeno.
Per le imprese e i professionisti del settore, il punto chiave non è tanto discutere se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto, quanto individuare dove si concentreranno gli strumenti di incentivazione nei prossimi mesi — FER X, programma idrogeno, e presumibilmente nuove misure sul termico — per posizionarsi in anticipo.
Per una valutazione tecnica degli interventi più rilevanti per la vostra attività, siamo a disposizione per un confronto diretto.
Ing. Alessandro Zanini — Esperto di efficienza energetica e sistemi rinnovabili www.ingalessandrozanini.it | Intellienergia S.r.l.
Fonti:
- Le rinnovabili coprono 20% consumi energia, al 2030 serve il doppio – ANSA, 12 agosto 2026
- Rinnovabili, nel 2025 coprono il 20,5% dei consumi – EcoDalleCittà
- Rinnovabili al 20,5% dei consumi: dal dossier della Camera emerge il ritardo dell’Italia sul Pniec – Start Up News Italia
- Rinnovabili, l’Italia cresce ancora troppo lentamente – CityNext, 13 agosto 2026
- Energia: dossier Camera, parco rinnovabili procede in linea con obiettivi Pniec – Borsa Italiana/Radiocor, 8 agosto 2026
- Consultabile il dossier produzione energia da fonti rinnovabili – Stampa Parlamento, 7 agosto 2026
- I regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili – Camera dei Deputati, Servizio Studi (AP0055)
- Terna, ottobre 2025: rinnovabili al 39% dei consumi elettrici – Rinnovabili.it
- Consumi elettrici 2025: domanda coperta da rinnovabili per il 41% – RegioniEAmbiente
- Italia, al via gli incentivi per 37 GW di nuove rinnovabili – Futuro Prossimo, 7 agosto 2026
- Dal Mase fino a 400 milioni l’anno per la produzione di idrogeno rinnovabile – ANSA, 10 agosto 2026
- GSE — Monitoraggio Nazionale FER
- GSE — Statistiche e rapporti
- Renewable energy sources — Italy, European Environment Agency
- Renewables account for 26.2% of EU energy consumption, but 2030 targets remain far off – EUnews, 23 luglio 2026