Eolico offshore: via libera alla VIA per il parco di Civitavecchia
Pubblicato il 26 ottobre 2026 | Categoria: Rinnovabili, Eolico offshore, Normativa ambientale
Il parco eolico offshore galleggiante al largo di Civitavecchia ha ottenuto il via libera definitivo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Si tratta di uno dei progetti eolici offshore più avanzati in Italia, atteso da oltre sei anni, e segna un passaggio chiave per lo sviluppo di questa tecnologia nel Mediterraneo. In questo articolo vediamo i numeri del progetto, l’iter autorizzativo percorso e cosa cambia ora per il territorio.
Un progetto da 504 MW al largo del Lazio
Il parco, sviluppato da Tyrrhenian Wind Energy, prevede l’installazione di 28 turbine eoliche galleggianti da 18 MW ciascuna, per una potenza complessiva di 504 MW. Gli aerogeneratori sorgeranno a circa 22 km dalla costa di Civitavecchia, al largo della costa nord del Lazio.
Secondo le stime diffuse dai proponenti e riprese dalla stampa locale, l’impianto potrà generare circa 1,7 miliardi di kWh l’anno, un volume sufficiente a coprire i consumi di oltre 500.000 famiglie. Nel lungo periodo, l’operatività del parco eviterebbe l’immissione in atmosfera di circa 10 milioni di tonnellate di CO2.
La tecnologia galleggiante (floating offshore wind) è quella scelta per gran parte dei progetti eolici a mare in Italia, dove i fondali scendono rapidamente e non consentono, se non in pochi tratti, l’installazione di fondazioni fisse come avviene nel Mare del Nord.
L’iter autorizzativo: la VIA e i prossimi passi
Il via libera è arrivato dalla Commissione tecnica PNRR-PNIEC del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con parere favorevole della Regione Lazio. La VIA è uno dei passaggi più complessi e lunghi del percorso autorizzativo per un impianto eolico offshore: valuta l’impatto del progetto su fondali marini, rotte di navigazione, avifauna, paesaggio costiero e attività di pesca.
Ottenuta la VIA, il progetto dovrà ora completare l’iter per l’Autorizzazione Unica, il provvedimento che abilita concretamente alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, coordinando i pareri di tutte le amministrazioni coinvolte (Capitaneria di porto, Ministero della Difesa, Soprintendenza, Regione).
| Fase | Stato |
|---|---|
| Istanza e avvio iter | Presentata (percorso di circa 6 anni) |
| Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) | Approvata — settembre 2026 |
| Autorizzazione Unica | In corso, prossimo passaggio |
| Costruzione | Da definire |
Le reazioni del territorio
Il progetto ha ricevuto il sostegno di Legambiente, che tramite il presidente nazionale Stefano Ciafani e il presidente regionale Roberto Scacchi ha definito l’approvazione un “grande obiettivo per la transizione energetica del Lazio”, sottolineando di aver seguito il progetto in tutte le sue fasi.
Anche il mondo delle imprese locali guarda con interesse all’iniziativa: la CNA di Viterbo e Civitavecchia, promotrice dell’idea di un polo rinnovabile territoriale, punta ora a un obiettivo più ampio del solo parco eolico: trasformare l’area di Civitavecchia in un hub energetico rinnovabile, con ricadute su porto, filiera industriale e occupazione locale. Una prospettiva che, secondo gli operatori del territorio, richiede però un sostegno più strutturato da parte del Governo per essere realizzata pienamente.
Cosa fare adesso
- Imprese della filiera eolica e portuale: valutare per tempo le opportunità di indotto (logistica, assemblaggio, manutenzione) legate alla fase di Autorizzazione Unica e cantiere.
- Operatori del settore energia: monitorare l’iter dell’Autorizzazione Unica, che determinerà i tempi reali di avvio cantiere.
- Amministrazioni e associazioni di categoria locali: seguire da vicino la proposta di hub energetico rinnovabile, per orientare per tempo le scelte infrastrutturali del porto.
- Aziende energivore dell’area: valutare, in prospettiva, la disponibilità di energia rinnovabile locale per accordi di fornitura diretta (PPA) una volta operativo l’impianto.
- Chi segue progetti eolici offshore simili: prendere questo iter come riferimento di tempistiche realistiche (circa sei anni dall’istanza alla VIA) per la pianificazione di investimenti analoghi.
Considerazioni finali
L’approvazione della VIA per il parco di Civitavecchia è un segnale importante per l’eolico offshore italiano, tecnologia che fatica ancora a decollare rispetto ad altri Paesi europei nonostante il potenziale del Mediterraneo. Restano tuttavia da percorrere passaggi autorizzativi non banali — a partire dall’Autorizzazione Unica — prima che il progetto passi dalla carta al cantiere, e la storia recente dell’eolico offshore in Italia insegna che i tempi tra approvazione e realizzazione possono ancora allungarsi.
Per il territorio di Civitavecchia, la partita più interessante nei prossimi mesi potrebbe non essere solo l’impianto in sé, ma la capacità di trasformarlo nel volano per un hub energetico e industriale più ampio, come auspicato dalle associazioni di categoria locali.
Ing. Alessandro Zanini — Esperto di efficienza energetica, sistemi rinnovabili e sistemi di accumulo www.ingalessandrozanini.it | Intellienergia S.r.l. Metodo editoriale
Fonti:
- Bene l’ok della Via sul parco eolico offshore, l’impianto produrrà 1,7 miliardi di kilowattora l’anno — BigNotizie
- Autorizzazione dell’eolico off-shore a Civitavecchia, Legambiente “Raggiunto un grande obiettivo per la transizione energetica” — TRC Giornale
- Eolico offshore, Gismondi: “Bene l’okay alla Via, ma l’obiettivo finale è l’hub sulle rinnovabili. Civitavecchia lo merita” — Maremma News
- Eolico offshore, via libera alla VIA: ora Civitavecchia punta all’hub portuale — Civonline