Decreto FER X: cosa cambia per le energie rinnovabili in Italia (e cosa c’è da sapere subito)

Pubblicato il 1° luglio 2026 | Categoria: Energie Rinnovabili, Incentivi, Normativa


Il 18 giugno 2026 il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato il Decreto FER X, il nuovo meccanismo di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. A fare da preludio, l’approvazione formale della Commissione europea arrivata il giorno 8 giugno. Si chiude così un lungo periodo di attesa e si apre una stagione che vale — letteralmente — 23 miliardi di euro.

In questo articolo spiego cosa prevede il decreto, chi può accedere agli incentivi e come farlo concretamente.


Perché il FER X è una svolta

L’Italia ha oggi oltre 84 GW di capacità rinnovabile installata, ma la strada verso gli obiettivi del PNIEC al 2030 richiede ancora uno sforzo enorme. Solare ed eolico coprono ormai più di un quinto dei consumi elettrici nazionali, ma il ritmo di sviluppo di nuovi impianti — specialmente utility scale — ha subito un rallentamento significativo negli ultimi anni per via delle lungaggini autorizzative e della saturazione della rete di trasmissione.

Il FER X nasce per dare una risposta strutturale a questo problema: non solo incentivi economici, ma un quadro certo per i prossimi anni, con 35+ GW di nuova capacità da installare entro il 2030 e un meccanismo di remunerazione stabile a lungo termine.


Quanta potenza è disponibile e per quali tecnologie

Il decreto stanzia incentivi per un totale di 37,15 GW di nuova capacità, così ripartiti:

  • 10 GW riservati agli impianti di piccola taglia (fino a 1 MW)
  • 27,15 GW destinati agli impianti di dimensione superiore (oltre 1 MW)

Le tecnologie ammesse sono:

  • Fotovoltaico (su coperture, a terra, agrivoltaico, su specchi d’acqua)
  • Eolico onshore
  • Idroelettrico
  • Impianti a biogas da processi di depurazione

Come funziona l’incentivo: il contratto per differenza

Il meccanismo scelto è il cosiddetto contratto per differenza a due vie (CfD), della durata di 20 anni. In pratica:

  • Se il prezzo di mercato dell’energia è inferiore alla tariffa incentivante, il GSE paga la differenza al produttore
  • Se il prezzo di mercato è superiore alla tariffa incentivante, il produttore restituisce la differenza al GSE

Questo sistema garantisce stabilità dei ricavi per chi investe, eliminando il rischio legato alla volatilità del mercato elettrico — un vantaggio enorme in un contesto come quello attuale, dove il prezzo dell’elettricità in Italia ha toccato i 119 €/MWh a maggio 2026.


Le tariffe incentivanti

Il decreto definisce tre valori di prezzo per ciascuna tecnologia, che regolano il funzionamento del contratto per differenza. I valori ufficiali per gli impianti superiori a 1 MW sono i seguenti (Tabella 1 del decreto):

Fonte rinnovabilePrezzo di esercizio (€/MWh)Prezzo superiore (€/MWh)Prezzo inferiore (€/MWh)
Fotovoltaica809565
Eolica859570
Idraulica9010580
Gas da processi di depurazione8510075

Il prezzo di esercizio è la tariffa garantita (il “prezzo strike” del CfD). Il prezzo superiore è il cap oltre il quale il produttore restituisce al GSE la differenza rispetto al mercato; il prezzo inferiore è il floor sotto cui il GSE integra la remunerazione del produttore.

Nota: per gli impianti fino a 1 MW (accesso diretto), le tariffe specifiche saranno definite nelle regole operative GSE attese entro 60 giorni.

A questi valori si aggiungono premi e maggiorazioni:

  • +27 €/MWh per impianti fotovoltaici in sostituzione di coperture in amianto o eternit
  • +10 €/MWh per impianti fotovoltaici su specchi d’acqua

Chi può accedere e come: due strade distinte

Impianti fino a 1 MW — Accesso diretto

Gli impianti di piccola taglia possono accedere agli incentivi senza partecipare a gare. La procedura è semplificata:

  1. Registrarsi (o accedere) al portale GSE con SPID o CNS
  2. Compilare la domanda nella sezione “FER X – Accesso Diretto”
  3. Allegare: autorizzazione, scheda tecnica dell’impianto, documentazione sull’area
  4. Attendere la risposta del GSE (entro 45 giorni)
  5. Firmare digitalmente il contratto per differenza
  6. L’incentivo decorre dalla data di entrata in esercizio dell’impianto

Impianti oltre 1 MW — Aste competitive

Per gli impianti di taglia superiore, l’accesso avviene tramite procedure competitive gestite dal GSE. I partecipanti presentano un’offerta al ribasso rispetto alla tariffa base: vince chi offre la tariffa più bassa (e quindi ha il progetto più competitivo). Il GSE pubblica gli esiti provvisori entro 45 giorni dalla chiusura dell’asta.

Nota importante: entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il GSE è tenuto a pubblicare le regole operative complete con il calendario delle aste. Tenete d’occhio il portale GSE.


Cosa fare adesso

Se state valutando un investimento in un impianto rinnovabile, ecco i passi pratici:

  1. Verificate la taglia dell’impianto e quale procedura vi riguarda (accesso diretto o asta)
  2. Controllate lo stato autorizzativo: il FER X richiede che l’autorizzazione sia stata rilasciata nei termini previsti
  3. Valutate la cumulabilità con altri incentivi: la Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l’iperammortamento, potenzialmente cumulabile (con riduzione del 50% dei TEE) per gli impianti che generano risparmi energetici certificati
  4. Monitorate il portale GSE per le regole operative e il calendario delle aste
  5. Affiancatevi a un professionista per la redazione della documentazione tecnica e la presentazione della domanda

Considerazioni finali

Il Decreto FER X è probabilmente lo strumento di politica energetica più rilevante degli ultimi anni per il settore rinnovabile italiano. La combinazione di un budget consistente (23 miliardi), un orizzonte lungo (20 anni di incentivo), e una doppia via di accesso (diretta per i piccoli, competitiva per i grandi) crea le condizioni per un’accelerazione reale degli investimenti.

Rimangono aperte alcune criticità strutturali — la lentezza delle autorizzazioni e i limiti della rete di trasmissione — ma il segnale normativo è inequivocabile: l’Italia punta su fotovoltaico ed eolico per colmare il gap verso gli obiettivi 2030.

Se avete domande o volete approfondire le opportunità specifiche per il vostro contesto, sono a disposizione.


Ing. Alessandro Zanini — Esperto di efficienza energetica e sistemi rinnovabili www.ingalessandrozanini.it | Intellienergia S.r.l.


Fonti: