Saturazione virtuale della rete: cosa cambia con il nuovo decreto Mase

Pubblicato il 9 settembre 2026 | Categoria: Mercato energetico, Politiche energetiche, Reti elettriche


Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto ha firmato il decreto attuativo dell’art. 7 del Dl Bollette (Dl 21/2026, convertito con L. 49/2026) che riscrive le regole di connessione alla rete elettrica nazionale per impianti rinnovabili e sistemi di accumulo. Il provvedimento, pubblicato l’8 settembre 2026 sul sito del Mase, introduce criteri, scadenze e strumenti operativi nuovi: dalle “microzone” di rete alle “Open season”, dalla riserva di capacità legata ai titoli autorizzativi fino all’aggiornamento trimestrale della capacità disponibile da parte di Terna. Vediamo cosa prevede nel dettaglio e cosa cambia per chi sviluppa progetti a fonte rinnovabile o di accumulo.


Il problema che il decreto affronta

Il fenomeno della saturazione virtuale nasce da un limite del sistema attuale: le richieste di connessione vengono esaminate in ordine sequenziale, assumendo che tutte quelle presentate in precedenza — anche se non ancora dotate di autorizzazione — possano andare a buon fine e occupare la relativa capacità di rete. Il risultato è un doppio problema: da un lato si progettano e in parte si realizzano opere di rete sovradimensionate rispetto agli impianti che verranno effettivamente costruiti; dall’altro si rallentano i progetti più maturi e realmente cantierabili, che restano in coda dietro iniziative che non partiranno mai.

La dimensione del fenomeno è significativa: secondo i dati riportati da Rinnovabili.it, le richieste di allaccio in alta e altissima tensione per nuovi impianti rinnovabili superano i 314 GW, a cui si aggiungono oltre 289 GW di richieste per sistemi di accumulo — cifre ben lontane dagli obiettivi di sviluppo del Pniec al 2030 e sintomo di quanto “carta” stia oggi impegnando la rete senza un reale progetto retrostante.

Come ha commentato il ministro Pichetto, con il decreto “superiamo un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori”. Il ministro ha inoltre parlato di “una riforma strutturale che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”.


Come funziona il nuovo meccanismo

Il cuore della riforma è il passaggio da un criterio di priorità basato sull’ordine di presentazione della domanda a un criterio legato al reale avanzamento autorizzativo del progetto. In pratica:

ElementoCosa prevede il decreto
MicrozoneTerna suddivide la Rete di trasmissione nazionale in porzioni di dimensione regionale o sub-regionale, per rappresentare meglio i vincoli fisici e operativi al trasporto dell’energia
Capacità massima addizionaleVa pubblicata e aggiornata almeno ogni tre mesi per ciascuna microzona, con soglia minima pari al 150% degli obiettivi di potenza al 2030 (Allegato C-bis del D.lgs. 190/2024), al netto della capacità già prevista sulle reti di distribuzione
Open seasonProcedura, con cadenza almeno trimestrale, attraverso cui i richiedenti selezionano una delle soluzioni tecniche di connessione pubblicate da Terna, disponibile anche in una logica di overbooking regolato
AttestazioneDocumento rilasciato da Terna tramite il portale Terna al termine dell’Open season, che certifica l’esito della procedura e consente l’avvio delle istanze autorizzative
Riserva della capacitàSi attiva solo quando il richiedente comunica a Terna il conseguimento dei titoli abilitativi/autorizzativi (o l’espletamento degli adempimenti dell’art. 7 del D.lgs. 190/2024); in caso di progetti concorrenti prevale l’ordine cronologico di pubblicazione dei titoli

Rispetto alla bozza circolata a giugno 2026, il testo definitivo — che ha recepito il parere di Arera — riscrive quasi per intero l’articolo 6 sulle Open season, introduce regole più precise sulla riserva di capacità e aggiunge la possibilità per Terna di proporre, in caso di saturazione sopravvenuta, una soluzione di connessione alternativa.


Il decreto articolo per articolo

Il provvedimento si compone di dieci articoli:

  1. Art. 1 — Finalità e ambito di applicazione: riguarda impianti a fonte rinnovabile e sistemi di accumulo connessi alla rete di trasmissione nazionale, esclusi gli impianti offshore.
  2. Art. 2 — Definizioni operative: microzona, capacità massima addizionale microzonale, Offerta, Open season, attestazione, riserva della capacità.
  3. Art. 3 — Criteri per individuare le microzone, che devono ora tenere conto anche degli obiettivi di politica energetica regionale. Terna deve trasmettere al Mase una proposta di metodologia entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto; il ministero può chiedere chiarimenti entro 30 giorni e, dopo l’approvazione, Terna pubblica le microzone entro 15 giorni. La metodologia va aggiornata almeno ogni due anni.
  4. Art. 4 — Criteri per la capacità massima addizionale e l’Offerta, con l’obbligo di aggiornamento almeno trimestrale introdotto ex novo nel testo firmato.
  5. Art. 5 — Modalità di pubblicazione dell’Offerta, distinguendo punti di connessione già disponibili da quelli condizionati alla realizzazione di nuove opere di rete.
  6. Art. 6 — Modalità operative dell’Open season, con cadenza almeno trimestrale e possibilità di rilascio delle soluzioni tecniche minime anche in eccesso rispetto alla capacità disponibile.
  7. Art. 7 — Attestazione della soluzione di connessione, rilasciata da Terna tramite il portale Terna.
  8. Art. 8 — Benestare per le opere di utenza; in caso di saturazione sopravvenuta di un punto già assegnato, Terna può indicare gli interventi necessari sulla Rtn oppure una nuova soluzione alternativa.
  9. Art. 9 — Riserva della capacità di rete, legata alla comunicazione del titolo abilitativo/autorizzativo, con criterio cronologico per le iniziative concorrenti.
  10. Art. 10 — Disposizioni transitorie: gestisce il passaggio dal vecchio al nuovo sistema, con Terna chiamata a comunicare la perdita di efficacia delle soluzioni già rilasciate o la loro conferma in base a requisiti di maturità tecnica e amministrativa. È inoltre istituito un tavolo tecnico permanente tra Mase, Terna e distributori.

Cosa fare adesso

  1. Verificare lo stato autorizzativo dei propri progetti in coda di connessione: chi ha titoli abilitativi già ottenuti o in fase avanzata è nella posizione migliore per beneficiare del nuovo criterio cronologico basato sull’autorizzazione.
  2. Monitorare la pubblicazione delle microzone da parte di Terna, attesa nei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, per capire in quale porzione di rete ricadono i propri impianti e con quale capacità residua.
  3. Prepararsi alle Open season, verificando requisiti e tempistiche di partecipazione tramite il portale Terna non appena saranno resi disponibili i dettagli operativi.
  4. Rivedere la pianificazione di progetti non ancora autorizzati, tenendo conto che la capacità non sarà più “prenotabile” con la sola presentazione della domanda di connessione.
  5. Seguire gli aggiornamenti trimestrali della capacità massima addizionale, che diventano lo strumento principale per valutare la fattibilità di connessione di nuovi impianti rinnovabili o di accumulo.

Considerazioni finali

Il decreto sulla saturazione virtuale rappresenta un cambio di paradigma nella gestione delle connessioni alla rete elettrica italiana: dal criterio “primo arrivato, primo servito” si passa a un sistema che premia la maturità autorizzativa dei progetti, con l’obiettivo dichiarato di liberare capacità oggi bloccata da domande che non si tradurranno mai in impianti reali. Per gli operatori del settore, in particolare per chi sviluppa progetti fotovoltaici, eolici e di accumulo, si tratta di una novità che richiede attenzione operativa immediata: la data di ottenimento del titolo autorizzativo diventa a tutti gli effetti un elemento competitivo nella corsa alla capacità di rete.

Restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere in fase attuativa: la effettiva rapidità con cui Terna riuscirà a definire le microzone e a pubblicare le prime Offerte, il coordinamento pratico con i distributori nelle zone di confine tra Rtn e reti di distribuzione, e la gestione del periodo transitorio per i progetti con soluzioni di connessione già rilasciate secondo il vecchio sistema. Per chi ha progetti in fase di sviluppo, è il momento di rivedere la propria roadmap autorizzativa alla luce delle nuove regole.

Per una valutazione tecnica sull’impatto del decreto sui vostri progetti in fase di connessione, potete scrivermi direttamente.


Ing. Alessandro Zanini — Esperto di efficienza energetica, sistemi rinnovabili e sistemi di accumulo (BESS) www.ingalessandrozanini.it | Intellienergia S.r.l. Metodo editoriale


Fonti: