Decreto FER X in Gazzetta: 37 GW per le rinnovabili
Pubblicato il 17 agosto 2026 | Categoria: Energie Rinnovabili, Normativa Energetica, Fotovoltaico
Il 6 agosto 2026 il MASE ha pubblicato il decreto n. 194 (firmato il 18 giugno 2026), il provvedimento che il settore conosce ormai come “FER X definitivo”. Il testo istituisce il meccanismo di supporto a regime per gli impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato, in attuazione degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 199/2021. In vigore dal 7 agosto 2026, mette sul tavolo un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità tra fotovoltaico, eolico, idroelettrico e trattamento di gas residuati da depurazione, con validità fino al 31 dicembre 2030. Vediamo cosa cambia in concreto per chi sviluppa o gestisce impianti rinnovabili in Italia.
Perché è una svolta
Dopo mesi di attesa e diverse versioni transitorie, l’Italia ha finalmente un meccanismo di incentivazione stabile per le rinnovabili “mature”. È finalmente una differenza sostanziale rispetto ai vecchi Conti Energia: qui l’incentivo copre lo scarto tra i costi di generazione e il prezzo di mercato, non l’intero valore dell’energia prodotta.
Il contingente di 37,15 GW è significativo se confrontato con gli obiettivi PNIEC al 2030: da solo, il decreto potrebbe coprire una quota rilevante della nuova capacità rinnovabile necessaria per centrare i target nazionali di decarbonizzazione. Il fotovoltaico assorbe 10 GW del totale, mentre la parte restante è destinata a eolico, idroelettrico e impianti di trattamento gas da depurazione.
Un elemento che segna una discontinuità rispetto al passato è l’introduzione di criteri di preselezione non basati solo sul prezzo, allineati al Regolamento UE 2025/1176: cybersicurezza, origine dei componenti, capacità realizzativa e integrazione con il sistema energetico diventano requisiti di accesso, non solo elementi accessori.
I numeri e i meccanismi del decreto
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Contingente totale | 37,15 GW |
| Quota riservata fotovoltaico | 10 GW |
| Quota eolico, idroelettrico, gas da depurazione | Restante capacità del contingente |
| Impianti ≤ 200 kW | Tariffa omnicomprensiva GSE, durata 20 anni |
| Impianti > 200 kW | Contratto per Differenza a due vie (confronto con Mercato del Giorno Prima) |
| Accesso diretto | Progetti con potenza ≤ 1 MW |
| Aste al ribasso | Progetti con potenza > 1 MW |
| Quota riservata a preselezione | Almeno il 30% del contingente competitivo fotovoltaico + eolico |
| Entrata in vigore | 7 agosto 2026 |
| Scadenza del meccanismo | 31 dicembre 2030 |
Per gli impianti di piccola taglia (fino a 200 kW) il meccanismo resta relativamente semplice: il GSE ritira e vende l’energia prodotta erogando una tariffa omnicomprensiva fissa per 20 anni, un orizzonte che dà certezza di ritorno agli investimenti dei piccoli produttori — tipicamente PMI, aziende agricole, condomini.
Per la fascia sopra i 200 kW il meccanismo cambia natura: si applica un Contratto per Differenza a due vie, in cui il GSE confronta periodicamente il prezzo di aggiudicazione ottenuto in asta con il prezzo del Mercato del Giorno Prima. Se il prezzo di mercato scende sotto il valore aggiudicato, il produttore riceve un conguaglio; se lo supera, è il produttore a restituire la differenza al GSE. È un meccanismo pensato per proteggere sia il produttore dalla volatilità dei prezzi sia la finanza pubblica da sussidi impliciti quando il mercato è già favorevole.
Sul fronte della sicurezza delle filiere, il decreto introduce vincoli specifici sulla provenienza dei componenti: per il fotovoltaico, moduli, celle e inverter non possono provenire da un “paese terzo dominante” nella fornitura UE; per l’eolico, la stessa restrizione si applica a turbine e gruppi propulsori. È una misura che punta a ridurre la dipendenza da singole filiere extra-UE, in linea con gli obiettivi del Net-Zero Industry Act europeo.
Come e quando accedere agli incentivi
Il decreto è già in vigore, ma l’operatività concreta richiede ancora due passaggi:
- Regole operative del GSE: attese entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto, quindi indicativamente entro inizio ottobre 2026. Definiranno le modalità pratiche di domanda, i documenti richiesti e i criteri di valutazione dettagliati.
- Primo avviso pubblico: previsto entro 30 giorni dalla pubblicazione delle regole operative, quindi presumibilmente tra fine ottobre e novembre 2026.
Chi sviluppa progetti sopra 1 MW dovrà prepararsi a procedure di asta al ribasso, mentre chi si colloca sotto questa soglia potrà accedere con procedura diretta, più snella. In entrambi i casi, conviene iniziare fin da ora a verificare la conformità dei propri progetti ai criteri di preselezione — in particolare sull’origine dei componenti, aspetto che può richiedere tempo per essere sistemato lungo la catena di fornitura.
Implicazioni per le imprese e cumulabilità
Per le aziende che stanno valutando investimenti in autoproduzione o in impianti da immettere in rete, il decreto FER X si inserisce in un quadro di incentivi più ampio che comprende anche i Certificati Bianchi (per gli interventi di efficientamento) e — per chi investe in beni strumentali collegati — il Piano Transizione 5.0. È importante verificare caso per caso le regole di cumulabilità specifiche, che saranno chiarite con maggiore dettaglio nelle regole operative GSE.
Le imprese energivore, in particolare, potrebbero trovare in questo meccanismo un tassello complementare alle misure già previste dal D.L. 21/2026 sulla riduzione del costo dell’energia e la decarbonizzazione industriale.
Cosa fare adesso
- Mappa la taglia dei tuoi progetti: verifica se rientrano nella fascia ≤ 200 kW (tariffa omnicomprensiva), tra 200 kW e 1 MW (accesso diretto) o sopra 1 MW (asta al ribasso), perché il percorso di accesso cambia sensibilmente.
- Verifica l’origine dei componenti: controlla fin da ora la provenienza di moduli, celle, inverter (fotovoltaico) o turbine e gruppi propulsori (eolico) rispetto ai vincoli sul “paese terzo dominante”.
- Prepara la documentazione tecnica: capacità realizzativa e integrazione con il sistema energetico sono criteri di preselezione, non semplici formalità — è il momento di raccogliere i dati di progetto necessari a dimostrarli.
- Monitora la pubblicazione delle regole operative GSE, attesa entro inizio ottobre 2026: conterranno i dettagli procedurali che oggi il decreto lascia in sospeso.
- Valuta la cumulabilità con altri strumenti (Certificati Bianchi, Transizione 5.0, misure per energivori) con il supporto di un consulente energetico, per costruire un piano di investimento coerente e non perdere opportunità di finanziamento incrociato.
Considerazioni finali
Il decreto FER X definitivo chiude, almeno sulla carta, una fase di incertezza normativa che per mesi ha rallentato le decisioni di investimento nel settore delle rinnovabili mature. La combinazione tra contingenti ampi (37,15 GW), meccanismi differenziati per taglia di impianto e criteri di preselezione orientati alla sicurezza delle filiere rappresenta un impianto regolatorio più maturo rispetto alle versioni transitorie che lo hanno preceduto.
Restano tuttavia alcuni nodi aperti: la tempistica di pubblicazione delle regole operative sarà decisiva per capire quanto rapidamente il mercato potrà effettivamente mobilitare i capitali necessari, e la distribuzione geografica dei nuovi impianti — storicamente concentrata nel Sud Italia, dove la producibilità è maggiore ma i consumi sono minori — resta un tema che il decreto non risolve da solo.
Per le imprese e i developer che vogliono muoversi in anticipo, il periodo tra oggi e la pubblicazione delle regole operative è il momento giusto per preparare i progetti, verificare la conformità delle filiere e definire la strategia di accesso più adatta. Se vuoi valutare l’impatto del decreto FER X sui tuoi progetti o sulla tua azienda, scrivimi: ne parliamo insieme.
Ing. Alessandro Zanini — Esperto di efficienza energetica e sistemi rinnovabili www.ingalessandrozanini.it | Intellienergia S.r.l.
Fonti: